Precious: Based on the Novel “Push” by Sapphire


Il cineforum del martedì ha offerto questo film. Duro, crudele, forte, ma certamente lascia il segno. L’ho guardato con attenzione, senza farmi distrarre dai soliti dettagli che noto solo io (però ho trovato un blooper!) e devo ammettere che ne sono rimasta colpita. Una storia difficile da raccontare: violenza, abusi, povertà, analfabetismo e AIDS in una Harlem del 1987. Non è la solita New York anni ’80, quelli dei colletti bianchi e della pubblicità, è la storia di Precious, ragazzina di 16/17 anni obesa interpretata da Gabourey Sidibe alla sua prima esperienza d’attrice, madre di una bambina con la sindrome di down e in attesa di un altro figlio, entrambi frutti dell’incesto con il padre. Precious vive con la madre, interpretata da Mo’Nique (meritatissimo il premio Oscar), in un appartamento fatiscente grazie al sussidio dei servizi sociali. Lee Daniel, il regista, riesce ad “alleggerire” i temi trattati grazie alla colonna sonora, allo stile di ripresa (a volte sfuggente) e alle continue incursioni nel mondo onirico: quando la situazione diventa troppo difficile, noi, come Precious, ci rifugiamo nei suoi (e nostri) sogni.

E devo ammettere che per la prima volta ho apprezzato Mariah Carey: nei panni dell’assistente sociale dimessa e comprensiva ha il suo perché, basta cotonature, tette rifatte e vestiti attillati. E vogliamo parlare di Lenny Kravitz, “John the Nurse”, l’aiutante infermiere che odia McDonald’s?

About Marlene

So geek.
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