I racconti della pausa pranzo: Krav Maga.


Apriamo una nuova sezione di questo fantastico blog: I racconti della pausa pranzo.
Ogni giorno, ogni pranzo regala.
L’argomento di oggi è stata “Difesa personale e derivati”.

Non so come sia finita a raccontare le avventure di alcuni esibizionisti che mi sono capitati ai tempi del liceo e nemmeno come come mai si sia parlato del Krav Maga (a quanto pare l’arte marziale più letale del mondo) ma sta di fatto che:

  • mi hanno fatto vedere l’attacco ai mignoli della mano (siete curiosi eh?);
  • come evitare che una persona ti strangoli;
  • ho imparato l’utilità del potente pugno in gola;
  • gli esibizionisti sono ovunque e almeno una volta nella vita è capitato a tutte;
  • l’atteggiamento migliore davanti ad un esibizionista è: “Ah! ma così piccolo?”.

Ora… ovviamente ho navigato per i mari del web e sono andata alla ricerca di notizie più specifiche:

“Il krav maga è una “tecnica di combattimento” semplice e pratica […] è nata per essere appresa in breve tempo ed essere usata in un contesto bellico. Il krav maga predilige un approccio offensivo, che caratterizza questo sistema di combattimento. Se altre arti marziali tradizionali, soprattutto di matrice orientale, tendono ad associare oltre all’insegnamento delle tecniche un sistema filosofico e spirituale, il krav maga risponde a criteri di tipo militare quali l’efficacia e la rapidità con cui si arriva al risultato desiderato, che è la neutralizzazione dell’avversario. […] Questa impostazione, adatta ad ambienti ad alto rischio come i teatri operativi mediorientali, potrebbe essere fonte di problemi in situazioni di vita quotidiana: infatti l’approccio aggressivo e anticipatorio potrebbero portare a complicazioni di natura penale. Per questo, nell’ambito civile della difesa personale, il krav maga viene insegnato da istruttori esperti per essere usato solo in casi estremi di pericolo per la propria vita. […] La classificazione del krav maga come sistema di combattimento ravvicinato (come bene evidenzia la traduzione del nome) si evidenzia anche nella sua scarsa attitudine a essere praticato come sport da competizione. Puntando soprattutto a zone del corpo (genitali, carotide, occhi etc.) ritenute normalmente intoccabili per altri sport di contatto”.

Chi vuole venire a fare una lezione???

About Marlene

So geek.
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