Django Unchained


Amerigo Vassepi: Come ti chiami, giovane?
Django: Django.
Amerigo Vassepi: Sai come si scrive?
Django: D-j-a-n-g-o. La D è muta.
Amerigo Vassepi: Lo so.

Vorrei non averlo visto e se non l’avete ancora visto… VI INVIDIO! Vorrei tornare indietro nel tempo, provare di nuovo l’ansia dell’attesa e guardarlo per la prima volta per farmi trascinare nuovamente dai 165 min di puro godimento. Non so nemmeno da dove partire: dai costumi? dal montaggio? dalle luci? dalle inquadrature? dalle musiche? dalla “tamarraggine tarantiniana”? dai dialoghi?Image

Il film è un pozzo di citazioni (e autocitazioni) che denotano una profonda conoscenza del nostro cinema e in particolare degli spaghetti western (e chi, come il mio fidanzato, ha vissuto infanzia e adolescenza guardandoli non può che avere i lucciconi nel riconoscerle). Io mi sono persa nei richiami tarantiniani alla ricerca dell’inquadratura dal “baule della macchina”, del dettaglio di un piede femminile, dei movimenti degli attori e delle loro battute. E così il dr. Schultz quando si accarezzava i baffi mi ricordava il maestro Pai Mei, e il suo “auf wiedersehen” mi ha ricordato Bastardi senza gloria così come le 3 dita di Di Caprio. Ho imparato che “una situazione nella quale due o più persone (solitamente tre) si tengono sotto tiro a vicenda con delle armi, in modo che nessuno possa attaccare un avversario senza essere a propria volta attaccato” si chiama “Stallo alla messicana” e questa scena è sicuramente presente in Pulp Fiction e Bastardi senza gloria. Ho apprezzato la carrellata sul piede di Broomhilda (mi sembrava strano non ci fosse), l’inquadratura “stile baule macchina” dal carro su cui è improgionato Django e gli zoom in velocissimi che richiamano i vecchi western. E poi vogliamo parlare della sparatoria a Candyland simil 88 folli? E quando combattono i due lottatori di mandingo uno cava l’occhio all’altro, sarà per caso un richiamo di Kill Bill? Mettere 2Pac come sottofondo della sparatoria a Candyland, a parte aver esaltato particolarmente la tamarra che è in me, mi ha ricordato quegli accostamenti improbabili fra video e musica che riescono solo a Tarantino: vi ricordate la scena del combattimento fra La Sposa (Black Mamba) e O-Ren Ishii con sottofondo Don’t Let Me Be Misunderstood? Ho detto tutto.

Christoph Waltz è superbo, Leonardo Di Caprio mi sta convincendo sempre di più: in un’intervista ha dichiarato di essersi realmente tagliato con un bicchiere di vetro durante la scena in cui il suo personaggio mostra ai due ospiti il teschio di Old Ben e, nonostante ciò, ha continuato a recitare come se niente fosse, suscitando l’ammirazione di Tarantino che ha deciso di utilizzare proprio questo ciak per questa “prova di coraggio”. Quentin è il caso che stia dietro la macchina da presa anche se ha scelto il modo di morire più figo.

Si ritorna anche ai dialoghi surreali con la scena dei precursori del Ku Klux Klan (non sarà mai al pari dei dialoghi de “Le iene” o “Pulp Fiction” ma mi ha fatto mooolto ridere).

Eccola qui!

Django Unchained è un capolavoro, fatevene una ragione. Tarantino non sbaglia un colpo, proprio come Django e il dr. Schultz.

About Marlene

So geek.
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